lunedì 14 maggio 2007



H 4:00
Mamma mi viene a svegliare… Dannazione, ho sonno, troppo sonno.
Mi alzo in piedi, mi vesto velocemente, poi vado a mangiare una merendina e in bagno a lavarsi.
Finito di sistemarsi, controllo lo zaino, stacco l’Ipode e il cellulare: adesso sono pronto per partire!
H 4:45
Eccoci, sono qui, nel piazzale davanti la scuola, vedo i miei amici: c’è Luca, Lorenzo, Federico, Raimondo… Arrivano anche Raffaele, Nicola, Giuseppe, Giovanni. Siamo tutti adesso.
Ci guardiamo in faccia, siamo stanchi, ma emozionati, anche se per solo una giornata, visiteremo Roma, ma non ci importa tanto quello.
Il fatto è che staremo 4 ore sul pullman per l’andata e 4 per il ritorno.
E quando stai, in totale, 8 ore su un pullman con i tuoi amici invece di essere seduti su un banco, è splendido.
Ecco, ci sono le nostre prof… Quella di Italiano ci indica il pullman, e noi andiamo.
Mentre passiamo, vediamo le femmine, là, in un angolino buio, che ridono, scherzano tra di loro.
Cerco con gli occhi una ragazza, e quando la vedo, sposto lo sguardo verso i miei amici e inizio a scherzare, rido con loro, facendo finta di niente, ma salgo sul pullman quasi tranquillizzato.

Ebbene, siamo sul pullman da nemmeno un quarto d’ora e c’è già un casino bestia, stiamo facendo un rumore tremendo, fuori è buio, e noi siamo tutti lì.
Iniziamo ad intonare cori a favore dei professori, (per “arruffianarsi” non è mai troppo tardi), poi attacchiamo con le Tagliatelle di Nonna Pina , qualcuno mette su della musica House ed iniziamo a ballare come pazzi.
Passa il tempo, cominciamo a scambiarci i posti, e senza nemmeno rendermene conto, mi ritrovo vicino alla persona che avevo cercato quella stessa mattina con lo sguardo.
Mi chiede di tirare fuori l’Ipode, per fargli ascoltare un po’ di musica.
Io, manco mi fosse apparsa la Madonna, tiro fuori quel dannatissimo Ipode, ed attacco con la musica.
Maledizione, il tempo passa troppo in fretta, e così ci fermiamo ad un autogrill.
Prendo qualcosa da sgranocchiare, alcuni seguono il mio esempio, altri prendono delle brioche…
Mi accorgo che alle 7:30 di mattina, dopo appena due ore di viaggio senza mangiare nulla, c’è che fa colazione con Pringles alla cipolla e crema acida.
Ripartiamo, i posti sono quelli di prima, e si ricomincia con il casino boia:
ci mettiamo a giocare a “Sincempompi” un simpatico giochetto con le mani che mi ricorda sia le prese per il culo dei miei compagni quando non sapevo giocare, sia le loro facce incacchiate nere quando, una volta imparato a giocare, li fregavo sempre.
Passa veloce il tempo, troppo veloce, ci ritroviamo a Roma in un batter d’occhio (almeno secondo me…)
Ed ecco, ci fermiamo proprio davanti a Ponte Sant’Angelo, e per circa due ore sopportiamo tutte quelle spiegazioni noiose sul castello…
Come disse un nostro professore:
“Tutta roba vecchia, chissà che ci veniamo a fare”
Bene, ci ritroviamo poi a mangiare in un parco i panini che ci siamo portati da casa… Osserviamo che non c’è un topo in giro, e allora ci viene pensato:
“Il Mc Donald’s sta facendo un sacco di soldi… Ma toh! So’ sparite tutte le pantegane!!”
Giriamo per bancarelle, per i monumenti di Roma, e ci divertiamo anche, tutti insieme, alcuni comprano poi quei pupazzetti con dentro la farina che si attorcigliano tutti e ricordatevi di questo particolare…)
E la giornata passa in fretta.
Saliamo sul pullman, tranquilli, calmi, pronti per divertirci.
Passa mezz’ora.
“Ma Porco …”
Una bestemmia?!
Ecco qua, un nostro amico ha spaccato quei pupazzetti con la farina.
“Siamo fottuti, siamo dannatamente fottuti” penso
“Sentirai che pezzo di inculata che ci prendiamo stavolta” dice qualcuno
Alessandro è disperato, comincia a mandare di mezzo Cristo e la Madonna, cerchiamo un fazzoletto, ne troviamo a malapena due, il sedile è praticamente imbiancato di farina, Alessandro manda di mezzo anche il Signore mentre una nostra compagna offre “gentilmente” il suo cappello per la farina, cominciamo a pulire, ma togliendo una bottiglietta ci cade qualche goccia d’acqua sul sedile.
“Siamo nella merda” Mi viene pensato.
Ricominciamo a pulire, Alessandro corre verso il finestrino dell’autobus e butta fuori il pupazzetto in pezzi, buttiamo la farina restante dove normalmente vi si appoggiano le valigie, e tutto torna normale, cominciamo a ridere, Alessandro attacca dei rutti mentre Nicola comincia pure lui a bestemmiare così, per divertimento.
Uff! Siamo salvi.
Ci rendiamo conto che quella farina assomigliava tanto ad una certa polverina bianca, più conosciuta, e che costa molto di più.
E ce ne rendiamo conto quando tutti quanti iniziamo a smatteggiare:
Ad un certo punto prendo Giuseppe, lo butto sul sedile e inizio a fargli il solletico sui fianchi.
Lui inizia ad urlare come un donna che sta partorendo, e allora ci viene in mente un’idea: facendogli il solletico, facciamo finta che stia partorendo!!
7 figli.
E’ la cifra di pargoletti che gli abbiamo fatto uscire dalla pancia.
Praticamente alla fine era distrutto, proprio quando stavamo scendendo per andare in un autogrill per fare cena.
Non aveva più la voce, tanto aveva urlato!
Risaliamo sul pullman, viaggiamo ancora, fino ad una certa ora: verso le 22:00 facciamo:“Raga, ma vogliamo riposarci un po’?”
Spegniamo le luci, tranquilli, calmi, contenti.
Idea!! Metto la versione col flash della macchinetta fotografica del cellulare; mi illumino la faccia, vado verso la compagna che ci aveva “gentilmente prestato” il cappello per l’operazione di salvataggio e poi:
“Bwahahahahahahahhhhhhhhhhhhhhhhhhhh!!!”
Quella comincia a chiacchierare come un vecchietta di 90 anni:
“Non mi fai paura, sai? Ho visto the Ring, spaventoso davvero!! Adesso devo vedere il 2 e bla bla bla bla bla…”
Basta.
Continuiamo a fare gli scemi per un po’, e la smettiamo solo quando mancano pochi chilometri al ritorno a casa.
Scendiamo, ci salutiamo,e vado verso mio padre.
Lo sento che chiacchiera con l’autista:
“Roberto, come è andata?” gli chiede mio padre
“Un carico di bestiame faceva meno macello.”
Ecco la risposta.
Torno a casa, e mi chiedo che cosa avrà voluto dire. Avremo esagerato?
Naaaaaaaaaaaaaaaaa…

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